
I disturbi correlati a sostanze (alcol, caffeina, cannabis, alucinogeni, inalanti, oppiacei, sedativi, ipnotici ed ansiolitici, stimolanti, anfetamino simili, cocaina ed altri, tabacco, ed altre sconosciute sostanze) si dividono in due gruppi: i disturbi da uso di sostanze e i disturbi indotti da sostanze. Tutte le sostanze che vengono assunte in eccesso hanno in comune l’attivazione diretta del sistema cerebrale di ricompensa, che è coinvolto nel rafforzamento dei comportamenti e nella produzione dei ricordi. Esse producono un’attivazione così intensa del sistema di ricompensa che le normali attività possono venire trascurate. Le condizioni seguenti possono essere classificate come disturbi indotti da sostanze: intossicazione, astinenza ed altri disturbi mentali indotti da sostanze/farmaci (disturbi psicotici, disturbo bipolare e disturbi correlati, disturbi depressivi, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati, disturbi del sonno, disfunzioni sessuali, delirium e disturbi neurocognitivi). (da DSM-5) I percorsi terapeutici possono essere vari e differenti, tuttavia la chiave di risoluzione del problema con le sostanze, per quanto possa sembrare banale, è il riconoscimento del problema. Qualora si decida di smettere di utilizzare sostanze, è consigliabile comunque sottoporsi, sotto la guida di uno specialista,ad accertamenti diagnostici per appurare l’impatto delle sostanze sull’organismo (le cosiddette patologie correlate all’uso di sostanze, non sono infrequenti gli effetti a livello epatico, cardiaco, gastrointestinale, per citarne alcuni esempi).
La fase di astinenza, quindi di sospensione della sostanza, è molto delicata, è assolutamente sconsigliabile una brusca interruzione (possono infatti insorgere sintomi di astinenza anche gravi), piuttosto è necessario che sia monitorata e seguita da personale esperto.
Non esiste un unico percorso ed un’unica soluzione, ciascun individuo darà una sua risposta a ciò e seguirà un percorso peculiare ed assolutamente personale.
Il terapeuta, cerca di rispondere a quello che il paziente gli chiede ma, anche di fornirgli un valore aggiunto che lo renda successivamente competente ed abile ad affrontare le difficoltà della vita.
Questo tipo di terapia è caratterizzato da uno stile di conduzione delle sedute attivo e partecipativo.
Capita che il terapeuta si trovi a dare suggerimenti concreti ai pazienti circa scelte possibili da attuare, relativamente a strategie da mettere in atto o percorsi che inevitabilmente ne escludono altri e che rimandano alla sua idea di benessere per il paziente.
***disturbo da gioco d’azzardo:
Anche il disturbo da gioco d’azzardo riesce ad attivare sistemi di ricompensa simili a quelli attivati dalle sostanze di abuso e producono alcuni sintomi comportamentali che sembrano comparabili a quelli prodotti dai disturbi da uso di sostanze.