Il lutto non consiste solamente nel decesso o nella perdita di una persona cara. Infatti, comprende diverse altre situazioni in cui una persona è esposta a cambiamenti o perdite, come il lavoro, divorzi o separazioni, aborti, perdite economiche e di status sociale, perdita degli animali d’affezione, pensionamento, trasferimento dalla propria città. Una perdita può essere così devastante da bloccare l’accesso ai ricordi positivi e agli aspetti più importanti che abbiamo vissuto insieme e che abbiamo perso. L’affioramento dei ricordi svolge un ruolo vitale nell’adattamento alla perdita. I ricordi del defunto o di una perdita fungono da ponte essenziale tra il “mondo con” ed il “mondo senza” e costituiscono i mattoni fondamentali delle rappresentazioni interiori. Per l’elaborazione del lutto è essenziale una rappresentazione interiore adattiva della perdita.

**Gli attaccamenti e i rapporti con le persone care defunte non si perdono, si trasformano. La ricerca indica che le persone, anziché distaccarsi dalla persona cara, trovano un modo di mantenere una sua rappresentazione interiore dinamica e mutevole nel tempo. I ricordi della persona cara che abbiamo perso emergono, ci fanno capire e prendere atto del significato della relazione, del suo ruolo nella nostra vita e nella nostra identità, e ci consentono di portare nel futuro la sicurezza fondamentale di aver amato e di essere stati amati, di aver dato molto e di aver ricevuto, infine di aver condiviso una parte della nostra vita. Questi aspetti non si perdono, ma rimangono come una rappresentazione interiore adattiva da portare con noi.

Vi sono, però, situazioni caratterizzate da rappresentazioni interiori negative tali da causare disagio. Questo si verifica nelle relazioni complicate da rabbia/ambivalenza/colpa/dipendenza/abuso. Quando tali rappresentazioni interiori suscitano disagio, traumi, conflitti , i ricordi negativi devono essere elaborati per portare a una risoluzione adattiva. Si ha, un lutto complesso, quando si è in presenza di una compromissione, una distorsione o un mancato completamento dell’elaborazione del lutto, tenuto conto del tempo trascorso dal decesso. Tuttavia, ogni lutto è caratterizzato da un processo di elaborazioni con diverse fasi, strettamente connesse tra loro e di durata variabile. Non esiste un tempo esatto e universale per quantificare il processo di elaborazione. Alcune ricerche hanno identificato determinati periodi temporali che sono considerati “fisiologici” del lutto. Viene considerato normale uno stato depressivo, conseguente al lutto, della durata di circa 12-18 mesi. Se tale stato depressivo si prolunga per anni, non è più considerato come fase necessaria al processo di elaborazione del lutto ma come fattore di disagio. Il lutto complicato è un prolungamento del normale processo del lutto che comporta conseguenze negative per la salute fisica e mentale oltre che per il funzionamento sociale. Un’ intervento terapeutico, può dare sollievo sugli aspetti più traumatici di un lutto in modo da elaborare la perdita in modo più sereno e passare poi ad un benessere emotivo.