La pet therapy è uno strumento terapeutico di supporto in cui la relazione con l’animale rappresenta una opportunità di offrire alle persone fragili stimoli e contributi al cambiamento, riducendo la sintomatologia, attraverso l’approccio multidisciplinare di operatori con diverse qualifiche.Il rapporto con gli animali, progettato e guidato sulla base dei bisogni della persona e delle caratteristiche dell’animale, si è rivelato efficace nel miglioramento delle funzioni cognitive, dei rapporti e delle interazioni sociali, con effetti positivi sul comportamento e sull’affettività. I progetti di pettherapy “dalla cura al prendersi cura” possono intrecciarsi ai tradizionali percorsi terapeutici rispondendo meglio ai bisogni di sostegno delle persone fragili. Anche nel contesto famigliare con situazioni di fragilità la conoscenza del possibile ruolo di co-terapeuta dell’animale familiare e la consapevolezza dei vantaggi apportati accrescono gli effetti benefici sul malato e sul nucleo familiare, dando anche un nuovo valore al ruolo dell’animale nella famiglia.

Nella relazione uomo-animale l’apporto dell’animale assolve a funzioni psicologiche importanti attraverso lo scambio affettivo, la vicinanza, la sicurezza, il sentirsi importanti per un altro essere, la possibilità di prendersi cura, il contatto tattile, la comunicazione non verbale, lo spazio di gioco, la de-tensione dello stress. *Quando l’animale d’affezione, diventa anziano, non bisogna sottovalutare che può richiedere attenzioni più complesse, in quanto, come nell’essere umano, possono emergere demenze senili, problemi alla vista ed altre patologie correlate.Spesso, la perdita del proprio animale  è ancor più straziante quando, ad esempio, si deve prendere la fatidica decisione di alleviare la sofferenza dello stesso, optando per l’eutanasia. In alcuni casi, l’animale ha una patologia irreversibile o altre forme gravi per cui non riesce più a vivere con dignità e soffre.

Una decisione sofferta per il proprietario e difficile da prendere. Spesso viene accompagnata da dubbi, idee contrastanti per cui si vorrebbe rinviare la decisione, aggrappandosi a false speranze.

Soffrire per la morte del proprio compagno a quattro zampe è del tutto normale: gli animali domestici non giudicano, sanno amare in modo incondizionato e con la loro presenza riempiono le nostre vite, quindi non dovrebbe stupire che sia difficile venire a patti con la loro scomparsa.

I cani, in particolare, sono dei facilitatori sociali, permettono di instaurare nuove relazioni, si forma una socialità con altri proprietari. Insieme a loro si condividono tempi, spazi, momenti di vita, tanto che quando muore un animale si sente un grande vuoto. Spesso, il dolore di questa perdita non viene socialmente riconosciuto e non viene riconosciuto il lutto.Questo ti porta a non sentirti compreso, non ne vuoi parlare con nessuno, a volte ti senti anche un po’ strano, pensi ci sia “qualcosa che non va”.

Strategie di elaborazione del lutto per la perdita di animali d’affezione

-Organizzare una veglia di saluto oppure un vero e proprio funerale, l’importante è prendersi un momento per dire addio al vostro animale defunto, condividendo con famigliari e amici le emozioni associate alla sua morte e il ruolo che ha avuto nelle vostre vite.

-Decidete insieme alla famiglia ed al veterinario che cosa fare delle spoglie del vostro animale.

Gli animali da compagnia fanno parte delle nostre vite per tanto tempo (un gatto può vivere – in media – fino a quindici anni, un cane fino a tredici), per cui è normale che ne sentiate la mancanza e che abbia lasciato un vuoto.

Se ne avete bisogno, condividete la vostra sofferenza con i vostri amici, soprattutto se anche loro hanno animali, e con i vostri famigliari.

Se la perdita influenza la vostra vita quotidiana a lungo nel tempo, chiedete aiuto ad un terapeuta.